El Moncho | by Daniele Stefanini

30 images Created 11 Oct 2016

In Nicaragua l' Insufficienza Renale Cronica è un grave problema di sanità pubblica e una tra le prime cause di morte nel paese, da decenni. Un trapianto di rene costa 14000 dollari e pur esistendo una legge sul trapianto e donazione di organi da cadavere, la No. 847 approvata dalla Assemblea Nazionale il 9 di ottobre del 2013, niente sembra essere cambiato rispetto a prima.La soluzione per i malati, i più umili del paese, si stima siano circa 3000 all'anno, è quella di trovare soldi per curarsi in cliniche private o iscriversi nelle liste di attesa degli ospedali pubblici dove le postazioni per la dialisi sono poche e le condizioni igieniche sgradevoli.
La zona più colpita è quella del Pacifico Centrale.
Più precisamente nella comunità de La Lechuza, nel dipartimento di Leon, vive Ermoneje Vasillo Delgadillo Matamoro detto “El Moncho” con la moglie, Maria Ufenia Saldalla Errera.
El Moncho ha 52 anni ed è malato di IRC. Ha lavorato fino 49 anni per una impresa privata,in una piantagione di riso, pagato 100 cordoba la giorno(3 euro). Dopo essersi ammalato è stato licenziato e non gode di nessuna assistenza sanitaria da parte dello Stato. E' comunque il più fortunato tra i malati di IRC. Sopravvive grazie alle donazioni della figlia che vive in Costa Rica e degli amici, altrimenti non potrebbe permettersi i 330 dollari settimanali necessari per la dialisi in una clinica privata della Croce Azzurra, a Managua. L'ospedale più vicino a El Moncho è l'Heodra di Leon, ma ci sono solo 7 macchine per la dialisi e la lista di attesa è lunghissima, così tre volte alla settimana percorre 98km 2ore e 30 minuti di viaggio per connettersi alla macchina della dialisi che in 4 ore gli pulisce il sangue. Parte la mattina presto alle 6 per essere a Managua alle 11. Prende un autobus di linea, cui biglietto costa 30 cordoba, che lo porta da casa fino a la stazione di Malpaisillo. Da qui un altro diretto a Leon. A Leon chiama uno dei suoi amici per un passaggio fino a Managua e, se l'amico è libero, riesce a risparmiare soldi e tempo, altrimenti prende un altro autobus di linea e il viaggio si allunga di una mezz'ora. Così per il ritorno a casa. Finché qualcuno pagherà per lui potrà curarsi.

Photo Daniele Stefanini
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